
Fred Thompson si ritira. La settimana scorsa il candidato aveva detto che il proseguimento della sua campagna sarebbe dipeso dal risultato in South Carolina, dove si è piazzato dietro Huckabee e non ha conquistato neanche un delegato, e infatti dopo alcuni giorni di riflessione, l'ex senatore del Tennessee ha deciso di chiudere qui la sua corsa. La sua decisione potrebbe avvantaggiare proprio Huckabee, che rappresenta gli ideali più conservatori dei Repubblicani, ma sono insistenti le voci che vorrebbero un endorsement di Thompson nei confronti di John McCain.
Diario del G.O.P.Per il G.O.P. (il
Grand Old Party, come viene soprannominato il Partito Repubblicano) si prospetta una settimana di riposo in preparazione delle primarie della Florida di martedì prossimo. Le votazioni di ieri in Louisiana sono infatti dei caucus parziali, e l'assegnazione dei delegati verrà decisa solo alle primarie del 9 febbraio, dopo il Super-tuesday, con un sistema studiato anche per non penalizzare la campagna elettorale dei candidati.
(Edit delle 18- leggendo in giro vedo un po' di confusione su questo punto: quelli tenutisi ieri in Louisiana sono dei caucuses per l'elezione dei delegati statali, collegati a liste che non rappresentano direttamente i candidati (l'unica eccezione è Ron Paul, che si è presentato con una sua lista e ha fatto campagna elettorale). Il 9 febbraio si terranno le primarie vere e proprie: se uno dei candidati supererà il 50%, i delegati eletti ieri e quelli eletti il 9 saranno assegnati a quel candidato, viceversa andranno alla convention "uncommitted", cioè senza indicazione di voto, e potranno appoggiare un candidato o l'altro.)
Chi non ha ceduto alle insistenze dei vertici per posticipare il voto è stata proprio la Florida, che così si è vista dimezzare da 114 a 57 i delegati previsti. A farne le spese sarà soprattutto Rudy Giuliani, che ha iniziato a fare campagna nello stato prima degli altri, e che proprio dalla Florida intende far partire la sua rincorsa.
Anche McCain guarda con interesse alla Florida, non tanto per il magro bottino di delegati, quanto perchè è la prima votazione riservata unicamente agli iscritti al partito, e visto che finora per McCain sono stati decisivi i voti degli indipendenti.
Curioso episodio capitato l'altroieri a Mitt Romney a Jacksonville, Florida. Al candidato mormone viene spesso rimproverato di avere un'immagine poco giovanile e degna di un padre di famiglia degli anni '50, così posando per una foto assieme ad un gruppo di giovani di colore, Romney ha pensato bene di intonare la canzone hip-hop "Who let the dogs out?", con tanto di ululato, suscitando imbarazzata ilarità tra i presenti.
Sempre a proposito di curiosità, Mike Huckabee è tornato a fare campagna elettorale assieme Chuck Norris, ormai suo supporter al seguito. L'attore e il pastore battista hanno partecipato ad una raccolta di fondi in Texas in un ranch che è stato anche il set di un film con Norris, e in un'atmosfera prettamente western.

Durante il barbecue, Chuck Norris ha attaccato frontalmente John McCain sostenendo che un 71enne non può guidare a lungo una nazione (Norris ha 67 anni). Huckabee, in imbarazzo per la gaffe, è corso ai ripari riconoscendo l'enorme forza d'animo dell'avversario. In seguito ha dimostrato la sua energia suonando rock and roll con la sua band.
La replica di McCain a Norris è arrivata a stretto giro di posta "Chiamerò mia madre che ha 95 anni e le chiederò di pulire con il sapone la bocca di Chuck Norris".
La situazione dei delegati
Come ieri per i Democratici, propongo un quadro riepilogativo della situazione generale dei delegati Repubblicani. Anche in questo caso ricordo che i delegati eletti verranno assegnati ufficialmente alle convention statali ma possono essere già contati. Visto che i superdelegati Repubblicani, oltre ad essere in numero minore, verranno eletti alle convention, non possono essere conteggiati sin da ora, quindi la tabella si limita ai delegati eletti e agli unpledged RNC. Per la definizione di Unpledged RNC rimando al vademecum.

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Tempi duri per Giuliani E' finalmente ai nastri di partenza la corsa dell'ex sindaco di New York, che ha deciso di trascurare i primi appuntamenti per concentrarsi sugli stati più importanti, e in particolare sul super-martedì. La scelta è dovuta al tentativo di concentrare gli sforzi e le risorse sui luoghi che contano, ma è comunque una corsa ad handicap, poichè in queste settimane, anche se si sono assegnati pochi delegati, si sono formate le intenzioni di voto di tutta la nazione.
A conferma di ciò, si vedano i sondaggi relativi alla Florida. Prima dell'inizio delle primarie, Giuliani era dato sicuro vincente nello stato con capitale Tallahassee, ma l'esposizione mediatica ha fatto crescere gli altri candidati, in particolar modo McCain e Romney che ormai sono ad un passo dal superarlo. Addirittura a New York, che doveva essere il feudo incontrastato di Giuliani, i sondaggi lo danno in netto calo, ma anche in questo caso le intenzioni di voto sembrano essere piuttosto ballerine.