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martedì 20 maggio 2008

Ted Kennedy ha un tumore al cervello

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I medici del Massachusetts General Hospital hanno accertato che la causa del malore del Senatore Kennedy è un tumore maligno al cervello. Nelle prossime ore decideranno se operarlo.
La Casa Bianca ha diramato un comunicato in cui il Presidente Bush si dice "profondamente affranto" per la notizia.
Tra i candidati presidenziali, McCain è stato il primo a fare gli auguri a Kennedy per una pronto recupero.

giovedì 6 marzo 2008

Risultati definitivi in Texas

Dopo lo spoglio di tutte le schede delle primarie, e la conta di quasi tutti i voti nei caucus, ecco i risultati

Hillary Clinton: 1.455.959 voti, 50.87%, 94 delegati

Barack Obama: 1.356.330 voti, 47.39%, 99 delegati

Come preannunciato ieri, la vittoria netta nei caucus ha portato Obama ad avere più delegati nonostante abbia ricevuto meno voti.

domenica 24 febbraio 2008

Ultim'ora: Ralph Nader si candida

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Non c'è due senza tre. Dopo la campagna del 2000 e quella del 2004, Ralph Nader ha appena annunciato alla trasmissione NBC Meet the press l'intenzione di candidarsi alle Presidenziali anche quest'anno.
Il noto attivista, critico delle corporations e della politica estera americana, difensore dei consumatori e dei diritti umani, già da giorni aveva iniziato un giro di consultazioni per tastare il polso all'elettorato, e ora ha fatto la sua scelta.
Nel 2004, Nader ha ottenuto 463.653 voti pari allo 0,38%, mentre nel 2000 totalizzò un exploit di 2.883.105 voti pari al 2,7%. A detta degli osservatori, la candidatura di Nader influì in modo decisivo sulla sconfitta di Al Gore. In Florida, lo stato che diede la vittoria a Bush, la differenza tra i due candidati principali fu di 537 voti, e Nader ne prese 97.421, quasi tutti da Democratici. Anche in New Hampshire la quota di voti di Nader superò il distacco tra Bush e Gore, e secondo gli osservatori senza Nader, Gore sarebbe arrivato alla Casa Bianca.

giovedì 21 febbraio 2008

Update: Obama vince tra i Democratici all'estero



Anche i Democratici all'estero puntano su Barack Obama, che inanella così l'undicesima vittoria consecutiva.
I risultati definitivi vedono Obama con il 65,6% dei voti e Hillary Clinton con il 32,7%. Hanno votato oltre 22.000 persone tra il 5 e il 12 febbraio, via internet, fax e nei luoghi deputati per i caucus, tra cui pub, bar e hotel, e chiese (a Roma si è votato alla Chiesa Anglicana di via Nazionale, e tra gli altri ha votato anche il ministro Melandri, nata a New York).
Il sistema di rappresentanza dei Democrats Abroad è singolare: fisicamente alla convention nazionale andranno 14 delegati, ma ognuno di loro varrà mezzo voto, quindi in pratica è come se fossero solo 7 delegati. Le primarie hanno determinato il voto di 9 persone, quindi 4,5 delegati, e i risultati danno 2,5 delegati a Obama e 2 alla Clinton. Ad aprile si terrà una convention che selezionerà le altre cinque persone, pari a 2,5 voti. I Democratici all'estero hanno anche otto superdelegati (pari a quattro voti): due hanno annunciato il sostegno alla Clinton, due a Obama, e quattro non si sono espressi

venerdì 15 febbraio 2008

Update caucus: la Clinton vince in New Mexico

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A "soli" dieci giorni dalla chiusura delle urne, sono definitivi i risultati in New Mexico. Tale ritardo è dovuto al fatto che il distacco minimo tra i due candidati ha richiesto un conteggio particolarmente accurato, e anche al fatto che i luoghi di voto erano circa 17.000, e questo ha reso ulteriormente difficili la proclamazione del risultato, anche perchè in certi casi alcuni votanti presentatisi ai caucus non erano inclusi nelle liste di voto.
La Clinton vince il caucus con 73.105 voti e il 49%, contro 71.396 e il 48% di Obama. La Clinton ottiene 14 delegati e Obama 12.
In due dei tre distretti elettorali, i due contendenti hanno praticamente pareggiato e si sono divisi un egual numero di delegati, nel distretto 2, con un numero dispari di delegati, la Clinton ha invece ottenuto il 55% e ha ottenuto un delegato in più. Dei nove delegati assegnati in base ai risultati totali nello stato, Obama ne ha ricevuti 4 e la Clinton 5 per il maggior numero di voti assoluti.
Lo staff di Obama, che nei giorni scorsi si era detto fiducioso in un risultato positivo, ha annunciato che non chiederà il riconteggio.

mercoledì 30 gennaio 2008

Ultim'ora: John Edwards si ritira

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Non aspetterà il Super Tuesday, John Edwards annuncerà quest'oggi alle 19 ora italiana il suo ritiro dalla corsa alla Casa Bianca. Seguiranno aggiornamenti.
Il ritiro di Edwards solleva tre ordini di questioni:
in primo luogo, i 26 delegati conquistati finora (più 3 super-delegati accreditati). Come voteranno alla convention? Se anche Edwards dovesse appoggiare un candidato, i delegati non sono obbligati a seguirlo, perchè dal momento in cui Edwards si ritira, i suoi delegati sono liberi da qualsiasi vincolo.
In secondo luogo, ci sono almeno 30 super delegati in stati in cui ancora non si è votato, che avevano dichiarato il loro appoggio ad Edwards. Come si riposizioneranno?
In terzo luogo, gli elettori. Edwarda aveva un seguito di donne di età medio-alta (che solitamente sono più vicine alla Clinton) e di uomini appartenenti alle classi sociali più basse (vicini a Obama). A prescindere da un eventuale endorsement di Edwards, il loro riposizionamento sarà decisivo in molti stati del Super Tuesday in cui Obama e la Clinton sono piuttosto vicini.
Nel discorso tenuto a New Orleans, Edwards ha parlato delle cause per cui si è battuto - la povertà, il sistema scolastico, il sistema sanitario - e ha spiegato di aver parlato in questi giorni con i suoi due contendenti
"Sia la Senatrice Clinton che il Senatore Obama mi hanno garantito che metteranno al centro del loro impegno le mie cause, la lotta alla povertà e l'appoggio alle classi proletarie. Mi hanno entrambi garantito che se verranno eletti alla Casa Bianca si impegneranno a mettere fine alla povertà" ha dichiarato. Ha poi ringraziato tutti i suoi supporter e li ha invitato a continuare a impegnarsi e a far sentire la loro voce.
Come previsto, nessun endorsement, e nel primo pomeriggio un senatore repubblicano ha dichiarato che Edwards aveva intenzione di appoggiare Obama ma a questo punto "non crede più nella possibilità che Obama possa ottenere la nomination".

La Clinton chiede i delegati della Florida?



Nei giorni scorsi, i soliti bene informati all'interno dell'entourage di Hillary Clinton facevano sapere che la senatrice era molto seccata per il fatto che la Florida non avrebbe avuto delegati eletti alla convention. Quando il partito ha deciso di penalizzare lo stato, tutti i candidati sono stati d'accordo nel boicottaggio, ed evidentemente la Clinton non pensava che quei voti potessero essere decisivi. Quando, in settimana, si è recata in Florida a fare campagna elettorale nonostante tutto, si è sparsa la voce che la ex first lady abbia anche chiesto non ufficialmente la restituzionei delegati sottratti allo stato. E' bastata questa semplice voce a indispettire pesantemente il partito, che ha parlato apertamente di scorrettezza. Oggi, dopo la sonante vittoria, potrebbe essere il giorno della verità, e la Clinton potrebbe far sapere se davvero ha intenzione di appoggiare presso il partito il ricorso della Florida. Ma è molto, molto improbabile che accada, sia per la disapprovazione che genererebbe nel partito, sia perchè rappresenterebbe un precedente molto grave. Nel caso in cui però si arrivi alla convention di agosto senza candidati con la maggioranza dei delegati, la questione potrebbe tornare a galla.

martedì 29 gennaio 2008

Interrotto il riconteggio in New Hampshire

(ANSA) - WASHINGTON - Lo stato del New Hampshire ha interrotto il riconteggio dei voti nelle primarie dei democratici dello scorso 8 gennaio, senza aver trovato traccia di frodi e confermando la vittoria della senatrice Hillary Clinton. Era stato uno dei candidati minori, Dennis Kucinich, a chiedere il riconteggio, sostenendo che c'erano indizi di imbrogli e perfino di interventi di hackers sui computer elettorali per cambiare l'esito del voto.Kucinich ha pagato di tasca propria le operazioni, come prevede la legge del New Hampshire. Le autorità locali si sono fermate dopo aver riesaminato il 40% delle schede, interrompendo il riconteggio non appena sono andati esauriti i 27.000 dollari versati da Kucinich. Le operazioni hanno permesso di individuare solo una manciata di conteggi errati, dovuti a errori umani. La Clinton ha perso 25 voti su oltre 48.000 ricontati, mentre Barack Obama, arrivato secondo, ne ha persi 7 su oltre 38.000.

mercoledì 23 gennaio 2008

Rassegna stampa repubblicana: Thompson si ritira, diario del GOP, la situazione dei delegati, tempi duri per Giuliani


Fred Thompson si ritira. La settimana scorsa il candidato aveva detto che il proseguimento della sua campagna sarebbe dipeso dal risultato in South Carolina, dove si è piazzato dietro Huckabee e non ha conquistato neanche un delegato, e infatti dopo alcuni giorni di riflessione, l'ex senatore del Tennessee ha deciso di chiudere qui la sua corsa. La sua decisione potrebbe avvantaggiare proprio Huckabee, che rappresenta gli ideali più conservatori dei Repubblicani, ma sono insistenti le voci che vorrebbero un endorsement di Thompson nei confronti di John McCain.

Diario del G.O.P.
Per il G.O.P. (il Grand Old Party, come viene soprannominato il Partito Repubblicano) si prospetta una settimana di riposo in preparazione delle primarie della Florida di martedì prossimo. Le votazioni di ieri in Louisiana sono infatti dei caucus parziali, e l'assegnazione dei delegati verrà decisa solo alle primarie del 9 febbraio, dopo il Super-tuesday, con un sistema studiato anche per non penalizzare la campagna elettorale dei candidati.
(Edit delle 18- leggendo in giro vedo un po' di confusione su questo punto: quelli tenutisi ieri in Louisiana sono dei caucuses per l'elezione dei delegati statali, collegati a liste che non rappresentano direttamente i candidati (l'unica eccezione è Ron Paul, che si è presentato con una sua lista e ha fatto campagna elettorale). Il 9 febbraio si terranno le primarie vere e proprie: se uno dei candidati supererà il 50%, i delegati eletti ieri e quelli eletti il 9 saranno assegnati a quel candidato, viceversa andranno alla convention "uncommitted", cioè senza indicazione di voto, e potranno appoggiare un candidato o l'altro.)
Chi non ha ceduto alle insistenze dei vertici per posticipare il voto è stata proprio la Florida, che così si è vista dimezzare da 114 a 57 i delegati previsti. A farne le spese sarà soprattutto Rudy Giuliani, che ha iniziato a fare campagna nello stato prima degli altri, e che proprio dalla Florida intende far partire la sua rincorsa.
Anche McCain guarda con interesse alla Florida, non tanto per il magro bottino di delegati, quanto perchè è la prima votazione riservata unicamente agli iscritti al partito, e visto che finora per McCain sono stati decisivi i voti degli indipendenti.


Curioso episodio capitato l'altroieri a Mitt Romney a Jacksonville, Florida. Al candidato mormone viene spesso rimproverato di avere un'immagine poco giovanile e degna di un padre di famiglia degli anni '50, così posando per una foto assieme ad un gruppo di giovani di colore, Romney ha pensato bene di intonare la canzone hip-hop "Who let the dogs out?", con tanto di ululato, suscitando imbarazzata ilarità tra i presenti.


Sempre a proposito di curiosità, Mike Huckabee è tornato a fare campagna elettorale assieme Chuck Norris, ormai suo supporter al seguito. L'attore e il pastore battista hanno partecipato ad una raccolta di fondi in Texas in un ranch che è stato anche il set di un film con Norris, e in un'atmosfera prettamente western.




Durante il barbecue, Chuck Norris ha attaccato frontalmente John McCain sostenendo che un 71enne non può guidare a lungo una nazione (Norris ha 67 anni). Huckabee, in imbarazzo per la gaffe, è corso ai ripari riconoscendo l'enorme forza d'animo dell'avversario. In seguito ha dimostrato la sua energia suonando rock and roll con la sua band.
La replica di McCain a Norris è arrivata a stretto giro di posta "Chiamerò mia madre che ha 95 anni e le chiederò di pulire con il sapone la bocca di Chuck Norris".


La situazione dei delegati
Come ieri per i Democratici, propongo un quadro riepilogativo della situazione generale dei delegati Repubblicani. Anche in questo caso ricordo che i delegati eletti verranno assegnati ufficialmente alle convention statali ma possono essere già contati. Visto che i superdelegati Repubblicani, oltre ad essere in numero minore, verranno eletti alle convention, non possono essere conteggiati sin da ora, quindi la tabella si limita ai delegati eletti e agli unpledged RNC. Per la definizione di Unpledged RNC rimando al vademecum.



(clicca per ingrandire)



Tempi duri per Giuliani
E' finalmente ai nastri di partenza la corsa dell'ex sindaco di New York, che ha deciso di trascurare i primi appuntamenti per concentrarsi sugli stati più importanti, e in particolare sul super-martedì. La scelta è dovuta al tentativo di concentrare gli sforzi e le risorse sui luoghi che contano, ma è comunque una corsa ad handicap, poichè in queste settimane, anche se si sono assegnati pochi delegati, si sono formate le intenzioni di voto di tutta la nazione.
A conferma di ciò, si vedano i sondaggi relativi alla Florida. Prima dell'inizio delle primarie, Giuliani era dato sicuro vincente nello stato con capitale Tallahassee, ma l'esposizione mediatica ha fatto crescere gli altri candidati, in particolar modo McCain e Romney che ormai sono ad un passo dal superarlo. Addirittura a New York, che doveva essere il feudo incontrastato di Giuliani, i sondaggi lo danno in netto calo, ma anche in questo caso le intenzioni di voto sembrano essere piuttosto ballerine.

mercoledì 16 gennaio 2008

Risultati 15 gennaio: Michigan

Tutto come previsto nelle primarie "azzoppate" del Michigan: Hillary Clinton, senza rivali, supera il 50% ma non sfonda, Mitt Romney vince senza problemi nel suo stato natale.
A causa delle controversie sulla data del voto, per i Democratici il Michigan non ha assegnato nessun delegato, e il voto è stato quindi solo simbolico, mentre per i Repubblicani sono stati assegnati solo 30 delegati, metà di quelli originariamente previsti.

RISULTATI DEFINITIVI

Democratici

GENNAIO

15 gennaio: Michigan

Hillary Clinton: 55,4%
Uncommitted: 39,9%
Dennis Kucinich: 3,7%
Chris Dodd (ritirato): 0,6%
Mike Gravel: 0,4%

Repubblicani


GENNAIO

15 gennaio: Michigan

Mitt Romney: 38,9% (24 delegati)
John McCain: 29,7% (5)
Mike Huckabee: 16,1% (1)
Ron Paul: 6,3%
Fred Thompson: 3,7%
Rudolph Giuliani: 2,8%
Uncommitted: 2,1%
Duncan Hunter: 0,3%

martedì 15 gennaio 2008

Aggiornamenti: la Clinton contestata dalla comunità nera

Nella rassegna stampa di ieri avevo accennato alla dichiarazione di Hillary Clinton a proposito delle lotte di Martin Luther King, che aveva suscitato reazioni critiche da parte della comunità nera. Sembrava tutto finito dopo la rettifica della ex first lady, ma la vicenda ha avuto un ulteriore seguito ieri, quando la Clinton è stata duramente contestata dalla comunità nera e ispanica di Manhattan.
La candidata democratica doveva presenziare ad una manifestazione del più grande sindacato di lavoratori di servizi, ma il suo arrivo è stato salutato da una salva di fischi. Ad una settimana dalle commemorazioni d Martin Luther King, la Clinton ha infatti rilasciato alcune dichiarazioni alla FOX in cui sembrava sminuire il ruolo di King nelle lotte civili, attribuendo all'allora presidente Lyndon Johnson il merito di aver riconosciuto i diritti dei neri.
Barack Obama ha stigmatizzato queste dichiarazioni costringendo l'avversaria al dietro-front e accendendo una disputa che ha oscurato gli altri temi della campagna elettorale.
La contestazione di lunedì è particolarmente significativa in quanto la Clinton è sempre stata considerata la candidata preferita da ispanici e afroamericani.

Capitolo riconteggio: domani comincerà la verifica manuale dei voti del New Hampshire contestati da Howard e Kucinich, riconteggio che prevedibilmente durerà diversi giorni.

sabato 12 gennaio 2008

Ultim'ora: riconteggio nel New Hampshire

In New Hampshire si ricontano a mano le schede delle votazioni di martedì scorso. A fare richiesta di verifiche sono stati il repubblicano Albert Howard (che in tutto lo stato avrebbe ricevuto solo 44 voti) e il democratico Dennis Kucinich, che ha invece ottenuto l'1,4% di voti.
Entrambi parlano di seri dubbi sull'esattezza del conteggio.
Il riconteggio non è una prassi frequente nelle elezioni primarie: l'ultima volta si è verificata nel 1980 in New England.
Ricordo che il distacco fra Hillary Clinton e Obama nel N.H. è stato di circa 7.500 voti.

lunedì 7 gennaio 2008

Rassegna stampa: verso il New Hampshire



Manca un giorno al secondo vero caucus di queste primare, quello del New Hampshire. E' un test molto più probante di quello dello Iowa, non tanto perchè i delegati chiamati a votare siano di più, quanto perchè l'elettorato è sostanzialmente centrista e quindi un buon indicatore delle tendenze del paese.

Nel dibattito televisivo di sabato, Hillary Clinton ha provato a recuperare quota nei sondaggi attaccando frontalmente Barack Obama su quello che è il maggior punto debole del senatore nero, ovvero la scarsa esperienza. Una strategia prevista, che mira a radicalizzare le posizioni tra i sostenitori democratici. E' stata invece imprevista la risposta di John Edwards, che ha preso le difese di Obama ed ha esplicitamente chiesto alla Clinton di farsi da parte, poichè rappresenta lo status quo. Edwards sta evidentemente cercando di conquistare consensi tra i sostenitori di Obama e di far diminuire ulteriormente le chances della Clinton, proponendosi, se non come candidato, quantomeno come possibile vice come già accadde 4 anni fa con Kerry.
Dal canto suo Obama, che nei dibattiti tv è poco a suo agio, ha preferito schivare le polemiche e non ha replicato agli attacchi.

Sul fronte repubblicano, il mattatore della serata è stato John McCain, grazie ad un atteggiamento da presidente in pectore. Il veterano del Vietnam, imitato poi da Giuliani, ha dichiarato la sua stima per Obama ma ha sostenuto che non è preparato sui temi della sicurezza. A sparigliare le carte ci ha pensato però Huckabee, che ha invitato i colleghi a non sottovalutare i consensi raccolti dal democratico.
Mitt Romeny è apparso molto in difficoltà soprattutto sulla politica estera, accusato di non avere una posizione decisa, mentre Rudy Giuliani ha dovuto replicare alle accuse piovutegli a proposito della gestione degli immigrati quando era sindaco di New York.

Sondaggi. Gli ultimi sondaggi prima del voto evidenziano la continua crescita di Obama. Secondo USA Today/ Gallup, Oabama sarebbe al 41% contro il 28% di Hillary e il 19% di Edwards, mentre CNN/WMUR danno Obama al 39% e la Clinton al 29%. Se il distacco sarà davvero così alto, la corsa della Clinton rischia di finire presto, anche se altri sondaggi danno i due candidati quasi alla pari. Tutti però sottolineano la caduta dei consensi della ex-first lady nell'ultima settimana.
Tra i repubblicani, il favorito è McCain che quasi tutti i sondaggi danno intorno al 30% con circa 5 punti di vantaggio su Mitt Romney. Più incerta è la terza posizione, dove Giuliani è insidiato dall'outsider Huckabee, che punta a rimanere in scia per poi cercare di vincere i caucus in Florida e South Carolina, e presentarsi quindi alla prova del 5 febbraio (con votazioni in 22 stati) forte di nuovi consensi.

Update delle 17:00. Dallo staff della Clinton trapela questa dichiarazione che la dice lunga sullo stato d'animo che si respira attorno alla ex first lady:

"E' ancora possibile vincere o arrivare secondi a distanza ravvicinata - spiega al sito uno dei consiglieri della Clinton, cui bruciano il terzo posto e quasi dieci punti di distacco dati da Obama all'ex first lady in Iowa - ma se l'affluenza comincia anche lontanamente a rispecchiare quella che si è avuta in Iowa, allora tutto è perduto". E la paura di perdere ancora ha spinto lo staff della Clinton a decidere di evitare - in queste ultime ore di frenetica campagna elettorale già caratterizzata, come ha dimostrato lo scontro tv di sabato notte, da toni ed attacchi durissimi - una campagna di spot contro Obama, per non rischiare di peggiorare le cose."



Altre news qui

domenica 6 gennaio 2008

Update caucus - 5 gennaio: Wyoming

La prima parte del caucus del Wyoming (la seconda si terrà il 4 maggio), che vedeva coinvolti solo 12 dei 28 delegati dello Stato, ha visto prevalere come previsto Mitt Romney

Mitt Romney: 67% (8 delegati)
Fred Thompson: 25% (3)
Duncan Hunter 8% (1)

In attesa di maggio, l'unica indicazione significativa è quella che riguarda Fred Thompson che, non riuscendo a conquistare alte percentuali nemmeno in una sfida a tre, vede diminuire il proprio peso in vista delle prove più impegnative.