lunedì 14 gennaio 2008

Verso il voto: le primarie in Michigan



Manca un giorno alla nuova tornata elettorale delle Primarie 2008, che questa settimana fanno tappa in Michigan.
Il Michigan ha una superficie di 250.941 kmq con una popolazione di 10.112.620 abitanti.
Le primarie del 2008 in questo stato hanno più che altro un valore simbolico, visto che il peso politico del Michigan è stato quasi azzerato a causa di dissidi interni. Lo Stato del Michigan ha infatti deciso di anticipare la tornata elettorale al 15 gennaio, rifiutando la data del 5 febbraio, caldeggiata da entrambi i partiti. A seguito di questa presa di posizione, il Partito Democratico ha privato il Michigan di tutti i suoi delegati, mentre il Partito Repubblicano ha dimezzato il numero di rappresentanti che saranno eletti.

Per i Democratici concorreranno Hillary Clinton, Dennis Kucinich e Mike Gravel, che hanno deciso di rimanere in corsa anche se solo per un risultato simbolico. Sia John Edwards che Barack Obama (di quest'ultimo pubblicherò il profilo domani) non concorreranno personalmente, ma negli ultimi giorni i loro sostenitori stanno facendo campagna elettorale per votare "Uncommitted", nella speranza che questi voti limitino il prevedibile successo di Hillary, attestata attorno al 56%.
In casa democratica, dopo una crescita nei consensi a seguito della vittoria in New Hampshire, le quotazioni della Clinton si sono nuovamente fermate mentre sono ancora in crescita quelle di Barak Obama. Il senatore nero, in un sondaggio condotto tra sabato e domenica, avrebbe il 39% dei consensi contro il 29% della ex first lady, a conferma del fatto che i sondaggi in questo momento sono alquanto schizofrenici, e rispecchiano l'indecisione di fondo dell'elettorato dell'asinello.
In settimana, Hillary Clinton è anche stata protagonista di un mezzo incidente diplomatico con la comunità nera, dopo aver rilasciato alcune dichiarazioni in risposta ad Obama che sembravano sminuire il valore dell'azione civile di Martin Luther King e degli attivisti per la parità di diritti. La Clinton ha subito rettificato le sue affermazioni, accusando però i sostenitori di Obama di aver distorto il senso delle sue parole.

Tra i Repubblicani la sfida è più accesa, anche perchè il numero di delegati, anche se dimezzato, è comunque cospicuo. Il favorito è Mitt Romney, la cui stella è però offuscata nei sondaggi a favore di John McCain, proiettato in testa ai consensi dopo la vittoria in New Hampshire: un sondaggio di sabato dà il veterano del Vietnam al 32% contro il 26% del governatore del Massachusetts.
In Michigan Romney potrebbe perdere inoltre consensi a favore di Mike Huckabee, dividendosi con lui i votanti di ispirazione religiosa: nello statoè infatti presente una cospicua comunità di evangelici (il 46% della popolazione), che potrebbero dare il proprio appoggio al pastore battista piuttosto che al mormone Romney. Tuttavia quest'ultimo può sperare in un successo anche per motivi di famiglia: è nato in Michigan e suo padre George ne è stato governatore.
Un sondaggio McClatchy-Msnbc sul Michigan dà Romney al 30%, McCain al 22% e Huckabee al 17%. Giuliani è attestato al 7%, ma non ha fatto campagna elettorale in Michigan.

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