mercoledì 22 ottobre 2008

I candidati sono reticenti sulla loro salute

Il New York Times ha (di nuovo) esaminato tutte le informazioni fornite dai candidati circa la loro salute, dall'inizio delle primarie a oggi. Quel che è emerso è che in queste elezioni si sta registrando un deciso passo indietro rispetto agli anni passati, in cui l'accesso da parte della stampa a tutte le informazioni cliniche sui candidati era quasi totale.
Come ovvio, le preoccupazioni maggiori riguardano John McCain, 72 anni, che, se eletto, sarebbe il più anziano presidente a servire per un primo mandato. E sarebbe anche il primo candidato sopravvissuto al cancro a diventare presidente. Come reso evidente dalla cicatrice sulla guancia sinistra, McCain si sottopose nel 2000 a un delicato intervento chirurgico per asportare un melanoma maligno.
A maggio la campagna di McCain ha rilasciato ben 1200 pagine di dossier medico, ma a dispetto della mole di materiale, le informazioni fornite non sono sembrate esaustive. In particolare, non sono stati forniti dettagli sul grado di gravità del melanoma: tanto più è alta la gravità, tanto sono maggiori le probabilità di una ricomparsa.
Anche il candidato Democratico alla vicepresidenza Joe Biden ha un passato medico delicato: nel 1988 venne operato d'urgenza per un doppio aneurisma al cervello. Il suo staff ha rilasciato solo pochi giorni fa 49 pagine di dossier medico che attesta la sua buona salute generale - con frequenti mal di schiena e diverse allergie stagionali - ma che non dice se Biden si è sottoposto in tempi recenti a dei test per verificare il rischio di un nuovo aneurisma.
Gli altri due candidati sono molto più giovani e in salute, ma della loro storia medica si sa pochissimo.
Barack Obama ha diffuso a maggio solo uno striminzito certificato medico, senza data, in cui il suo medico personale attesta che è in "eccellente salute". Nelle scorse settimane, sono stati rilasciati anche tre elettrocardiogrammi datati 2001, 2004 e 2007, i cui risultati sono nella norma. Obama è però stato un fumatore piuttosto accanito a partire dalla giovane età e fino all'inizio della campagna elettorare, quando ha smesso, pur ammettendo di accendersene ancora qualcuna nei momenti di forte stress. Il medico del New York Times ha sottolineato che non sono mai state diffuse informazioni sulla quantità media di sigarette consumata da Obama, una informazione rilevante perchè permetterebbe di stabilire il rischio di cancro, di malattie cardiache e di altri disturbi legati al tabagismo.
Di Sarah palin, infine, non sussistono informazioni mediche. L'unica cosa che ci si avvicina sono le circostanze del suo quinto parto, lo scorso aprile, quando secondo il suo racconto le si sarebbero rotte le acque mentre teneva un comizio a Dallas, e si è fatta portare in aereo in Alaska per partorire poche ore dopo il suo arrivo. La Palin ha sempre rifiutato di fornire le proprie cartelle mediche.
In passato, è capitato in diverse occasioni che i candidati nascondessero problemi di salute, con la collaborazione dei propri medici. I casi più noti sono quelli di Thomas Eagleton (che dovette rinunciare alla candidatura alla vicepresidenza quando si scoprì che era in cura psichiatrica per depressione), Paul Tsongas (che durante le primarie del 1992 scoprì di essere malato di cancro), e l'attuale vicepresidente Dick Cheney, malato di cuore.

Chi invece sta certamente molto male è Madelyn Dunham, la nonna materna di Obama, che sarebbe in fin di vita. Il Senatore Democratico ha annunciato di voler sospendere per due giorni la campagna elettorale per poter raggiungere il capezzale della nonna. Una scelta di cuore, per la persona che lo ha allevato quando tornò dall'Indonesia ancora bambino, ma senza dubbio un rischio, nei giorni più importanti della campagna elettorale.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Segnalo una pessima notizia. In Florida, dove già si vota da 2 giorni, tutti gli ultimi sondaggi di diverse case demoscopiche danno di nuovo McCain in testa.
Obama è meglio che torni presto dalle Hawaii

Democratico

m. ha detto...

Articolo curioso, come curioso è il fatto che Obama potrebbe diventare, qualora vincesse le elezioni, oltre che il primo presidente di colore nella storia americana, anche uno dei pochissimi ex-fumatori ad aver confessato la propria dipendenza e a sedere nella stanza ovale. Clinton e Nixon sarebbero tra i presidenti fumatori che non hanno mai amesso la loro dipendenza. Inoltre Obama ha ammesso di aver fumato spinelli durante la sua adolescenza, ed in questo caso i precedenti risalirebbero a George Washington e Thomas Jefferson, i quali pare addirittura che coltivassero la canapa. Se parlassimo infine di alcolisti la lista (molto più lunga) ci riproporrebbe il nome di Nixon, e tra gli altri quelli dello stesso George W. Bush.