mercoledì 27 agosto 2008

Convention di Denver: l'ora della Clinton

Il tema della seconda giornata della convention Democratica è "Rinnovare le promesse dell'America", un tema proposto da Hillary Clinton nel gennaio del 2007, quando stava per dare il via alla campagna presidenziale.
A 20 mesi di distanza lo scenario è senza dubbio diverso da quello che aveva prospettato, ma almeno per la serata di martedì è stata lei la star, e il suo discorso era atteso quasi quanto quello di Obama previsto per domani.
Non c'erano grossi dubbi sulla sostanza di quanto detto dalla ex First Lady, ma è stata la forma ad essere messa sotto il microscopio, per scorgere eventuali recriminazioni o un appoggio meno che incondizionato al nominato del partito.
Hillary Clinton, accolta trionfalmente dalla platea di Denver, ha dichiarato "Non c'è un momento da perdere e un voto da sprecare: dobbiamo eleggere Barack Obama presidente degli Stati Uniti. Non mi sono battuta per 35 anni per i bambini, per dare l'assistenza sanitaria a tutte le famiglie, per i diritti delle donne e per l'istruzione per vedere un altro repubblicano alla Casa Bianca"
Il suo discorso dovrebbe avere l'effetto di portare unità nel partito e convincere gli elettori della Senatrice a sostenere senza esitazioni la candidatura di Obama. Un sondaggio della CNN riporta che il 66% dei sostenitori della Clinton appoggia Obama, in calo rispetto al 75% di giugno. Evidentemente c'è della delusione per la mancata candidatura della Clinton alla vicepresidenza, ed è un'altra spaccatura da ricomporre.
Così Hillary si è appellata ai suoi elettori "Tutto quello che avete fatto in campagna elettorale era solo per me o per i valori in cui crediamo, per le madri malate di cancro senza assicurazione sanitaria? Mi ero candidata per dar voce alle persone che per otto anni sono rimaste invisibili: sono le stesse ragioni per cui oggi dovete votare per Obama".
Dopo il discorso, Obama ha chiamato la ex rivale per ringraziarla.
Oggi la Clinton incontrerà i suoi delegati, e si saprà se intenderà "donarli" tutti a Obama o se si terrà un "voto a chiamata", anche se simbolico, per assegnare la nomination.

Prima della Clinton, sul palco si sono alternati la Governatrice dell'Arizona Janet Napolitano, quella del Kansas Kathleen Sebelius, il Governatore del Massachusetts Deval Patrick, quello della Pennsylvania Ed Rendell e del Montana Brian Schweitzer.
Dopo la Clinton è stata la volta dell'ex Governatore della Virginia Mark Warner, che ha tenuto il keynote address, solitamente il discorso più atteso della convention ma questa volta parzialmente oscurato dall'attesa per la Senatrice di New York.
Come promesso, Warner ha tracciato la strada per il futuro del partito senza lanciare attacchi negativi a McCain, ha ricordato le sue origini umili, il successo raggiunto credendo nei propri mezzi (è un magnate della telefonia), e la volontà di rendere il sogno americano possibile per tutti. Tuttavia il suo keynote address non è stato paragonabile a quello che quattro anni fa fece conoscere al grande pubblico Barack Obama.
Dopo quello della Clinton, l'intervento più applaudito della serata è stato quello del semi-sconosciuto Governatore del Montana Brian Schweitzer, che ha fatto alzare in piedi il pubblico e battere le mani inneggiando a Obama, mentre Bob Casey Jr. ha coniato lo slogan "Four more months" (i quattro mesi che mancano alla fine del mandato di Bush).

3 commenti:

peter79 ha detto...

Chissà se il discorso della Clinton è riuscito a convincere i propri elettori a votare per Obama...
Una cosa che però bisogna sottolineare è che quando ha detto "nessuno deve essere messo ai bordi del campo..." credo fosse un piccolo ma forte messaggio all'estabishment democratico e a Obama a non lasciarla da parte. I suoi voti contano.

G. ha detto...

Sicuramente. E penso che nei prossimi Obama dirà o farà capire se ha intenzione di dare alla Clinton un ruolo nella sua amministrazione (penso e spero di sì)

Anonimo ha detto...

Attenzione ! Hillary autorizza i suoi delegati a votare Obama

Sono qui oggi per liberarvi dal vincolo", ha detto l'ex first lady in un gesto di grande unità per il Partito.

La senatrice ha dato luce verde al voto per Obama mentre era in corso l'appello per il voto finale che deve certificare la candidatura del primo afro-americano nella sfida per la Casa Bianca.
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/denver-convention/hillary-3/hillary-3.html

Probabilmente la Clinton ha capito che le sorti dei democratici, con un McCain in grande spolvero nei sondaggi, è appesa ad un filo e che quindi non si può permettere di indebolire il senatore nero.

Democratico.