venerdì 10 ottobre 2008

Contro Obama, attacchi mirati

di Jim Rutenberg (New York Times)

Centinaia di volte, nelle ultime tre settimane, gli spettatori delle tv via cavo del Michigan sono stati l'audience esclusiva di due degli spot più duri di questa campagna elettorale.
Uno collega Barack Obama all'ex sindaco di Detroit Kwame M. Kilpatrick, un afro-americano la cui carriera politica è naufragata negli scandali. L'altro riguarda l'ex pastore di Obama, il reverendo Jeremiah Wright, anche lui nero, e il suo famigerato sermone contraddistinto dalle parole "Dio maledica l'America".
Gli spot, finanziati da un comitato politico non direttamente collegato con la campagna di John McCain, sono stati mandati in onda in un'unica contea del Michigan, Macomb County, popolata di bianchi, operai nel settore automobilistico, un tempo considerati i "Democratici di Reagan", e il cui voto può determinare chi vincerà in Michigan, uno stato chiave per entrambi i candidati.

Questi spot presentano una caratteristica particolarmente diffusa nella strategia di quest'anno: al contrario delle campagne tipo quella dei "Veteran for truth" che affossarono John Kerry nel 2004, queste non esplodono a livello nazionale, ma assomigliano piuttosto a cecchini che conducono attentati mirati con materiale incendiario.
Anche McCain è stato oggetto di attacchi di gruppi indipendenti, come quello del gruppo di sinistra Brave New Pac, che ha ipotizzato che gli anni passati da prigioniero di guerra in Vietnam influiscano negativamente sulla sua capacità di guidare il paese. E Internet si è popolata di pettegolezzi perlopiù senza fondamento su Sarah Palin nei guirni immediatamente successivi la sua nomina.
Ma le accuse più esplosive sono quelle verso Obama, anche e soprattutto per i pregiudizi culturali e razziali che intendono sfruttare. Nel caso di Obama, i messaggi tendono a dipingerlo come uno straniero - come successo in una catena di email partite dalle aree della Florida popolate da ebrei, dai sobborghi di Philadelphia e altri stati in bilico che lo descrivono come musulmano (Obama è cristiano). Questa settimana, un gruppo chiamato Lega Americana dei Patrioti ha distribuito nei quartieri bianchi del New Jersey dei volantini in cui Obama viene dipinto come Osama bin Laden e in cui viene usato un linguaggio derisorio verso i neri. Secondo il Southern Poverty Law Center, che segue i gruppi estremisti, questo è stato il primo episodio di aperto razzismo in questa campagna elettorale.
Gli spot del Michigan sono stati finanziati dal Freedom's Defense Fund, un gruppo conservatore fondato quattro anni fa, e hanno subito fatto parlare di sè per il razzismo latente. Il Governatore del Michigan, la Democratica Janet Granholm, in un'intervista televisiva ha detto "Il fatto che siano mandati in onda nei quartieri bianchi dice chiaramente che questo è un tentativo di dividere la popolazione per razza".
Todd Zirkle, direttore del Freedom's Defense Fund, afferma che la razza non ha niente a che fare con questa campagna, che invece vuole fare luce sulle affiliazioni di Obama - anche se Obama e Kilpatrick non hanno mai avuto legami.
E annuncia che arriveranno altri spot che parleranno dei legami di Obama con due bianchi, l'affarista Antoin Rezko, ex consulente finanziario di Obama ora in carcere per frode, e l'ex terrorista William Ayers, con cui Obama ha lavorato in una commissione educativa e il cui passato è stato ripudiato dal Senatore.
Zirkle ha anche parlato di un ipotetico quinto spot che, basandosi sulle asserzioni dello scrittore conservatore Jerome Corsi, parla dei presunti legami di Obama con il primo ministro kenyano. Obama è in realtà rimasto neutrale nelle elezioni kenyane.
Jerome Corsi, autore del libro "Obama nation" e, nel 2004, del pamphlet anti-Kerry "Unfit for command" è stato finanziato da diversi gruppi di pressione tra cui il National Campaign Fund, tra i cui direttori figura quel Floyd Brown che nel 1988 produsse lo spot su Willie Horton contro Michael Dukakis. Alle spalle di Brown e di Corsi figurano diversi gruppi di pressione, tra cui il Black republican PAC che fanno tutti capo ad uno studio professionale diretto da Micahel Centanni, presidente del Defense Fund, e che assicura di non avere collegamenti con la campagna di McCain "Pensiamo che Obama non possa vincere senza il Michigan, e il Michigan non si può vincere senza Macomb. Siamo piccoli ma tentiamo di essere decisivi" ha spiegato.
Bill Burton, portavoce di Obama, ha detto "Considerato che questi spot sono andati in onda solo un paio di volte in tv, questo gruppo sta ricevendo un'attenzione spropositata".

Copyright 2008 The New York Times Company

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Temo che gli spot razzisti e diffamatori orchestrati dalla banda Bassotto McCain-Palin stiano iniziando a fare effetto tant'è che negli ultimi due giorni si è ridotto il vantaggio del senatore nero sia a livello nazionale che dei singoli stati. Addirittura Obama avrebbe di nuovo perso l'importante stato del Missouri così faticosamente conquistato negli ultimi giorni.

McCain e la Palin si stanno dimostrando quello che sono sempre stati e cioè due spregevoli personaggi capaci delle peggiori nefandezze pur di ottenere la vittoria. Il mondo nelle loro mani sarebbe molto meno sicuro.

Democratico.

m. ha detto...

Per quanto riguarda l'amicizia con Rezko, quella è comprovata. Ma per quanto riguarda gli altri spot, risultano chiaramente come l'ultimo tentativo di sovvertire i sondaggi, visto che si sono rivelate inesatte o infondate. Per esempio, quando Ayers faceva parte dell'organizzazione estremista di cui tanto si parla Obama aveva 9 anni, e lo ha conosciuto solo in seguito, quando l'ex-radicale era divenuto professore universitario.

Comunque strategicamente questo andare molto "nagative" su Obama è l'ultima carta rimasta a McCain: se vuole diventare presidente deve trovare un qualcosa di sconvolgente che possa minare la credibilità del Senatore dell'Illinois, o sperare in qualcosa di clamoroso e di esterno alla crisi economica, come potrebbe essere la cattura di Bin Laden, o poco altro.

Manca meno di un mese alle elezioni, sarà un mese triste, fatto di attacchi da tutte e due le parti, più che di proposte. C'è solo da sperare che chi dei due diventerà Presidente avrà più senno, nel trattare la crisi finanziaria o la difficile situazione politica internazionale, di quanto non ne abbia dimostrato in questo finale di una campagna elettorale schizofrenica, divenuta una battaglia francamente stucchevole fra personaggi (per necessità o per personalità) molto, troppo, sempre più costruiti.

m. ha detto...

Visto che rileggendo il mio post, mi sono reso conto che può essere frainteso, quello che ho scritto non vuole essere una critica verso l'autore di questo blog (che anzi, da quasi un anno fa un lavoro eccellete nel tenerci a conoscenza di ciò che accade oltre oceano) o chi scrive sul blog, tutt'altro, era solo una constatazione del fatto che i due candidati, arrivati ad oggi, sembrano non avere altro da fare che insultarsi a vicenda, mentre le circostanze richiederebbero proposte. Ma d'altra parte "that's politics"..

peter79 ha detto...

Che io sappia i sondaggi continuano a dare in vantaggio Obama...

Anonimo ha detto...

M., concordo al 100%.

Il finale di campagnia elettorale va più sulle questioni di "guts" e meno su contenuti.

Ogni mondo è paese.

Marco

Anonimo ha detto...

Per Petere79
In effetti oggi i sondggi sono tornati a sorridere a Obama con una nuova crescita dei consensi.

Circa gli attacchi e gli insulti mi sembra che Obama stia mantenendo un profilo basso e al massimo risponde alle volgari insinuazioni dei repubblicani.

Per ultimo una riflessione sull' incognita " razzista ". Molti analisti sottolineano che questo problema potrebbe non essere evidenziato dai sondaggi che tendono in questo modo a sovrastimare il consenso per Obama. Qualcuno ha calcolato che questo pregiudizio potrebbe pesare sul 6% del voto totale.

Democratico

Anonimo ha detto...

per Obama insinuazioni, per la Palin fatti concreti: "A copy of the ethics report on Gov. Sarah Palin's abuse of power investigation sits on the table in the Legislative council room in Anchorage, Alaska, Friday Oct. 10, 2008 as Alaska lawmakers announce the release of the report by Investigator Stephen Branchflower. The chief investigator of an Alaska legislative panel concluded Palin unlawfully abused her power as governor by trying to have her former brother-in-law fired as a state trooper. (AP Photo/Al Grillo)AP - Sarah Palin unlawfully abused her power as governor by trying to have her former brother-in-law fired as a state trooper, the chief investigator of an Alaska legislative panel concluded Friday. The politically charged inquiry imperiled her reputation as a reformer on John McCain's Republican ticket".

Daniele