mercoledì 6 agosto 2008

TIME: McCain e Obama sull'Afghanistan

Per tutta la durata della campagna elettorale, McCain e Obama si confronteranno sulle pagine di TIME a proposito dei temi caldi delle elezioni. Dopo la prima puntata sul patriottismo, è la volta dell'Afghanistan.

Tempo per un aumento di truppe di John McCain
Lo status quo in Afghanistan non è accettabile. La sicurezza è deteriorata e i nostri nemici sono in fase offensiva. Dal momento in cui il prossimo presidente entrerà nello Studio Ovale, dovrà prendere decisioni critiche. Il Senatore Obama crede che non possiamo vincere in Afghanistan senza perdere in Iraq. Nei fatti, il successo dell'aumento di truppe in Iraq ci mostra la via da seguire. E' applicando questo sacrosanto principio di aumento dell'impegno - a cui il Senatore Obama si è opposto - che vinceremo in Afghanistan.
I nostri comandanti sul campo dicono di aver bisogno di almeno tre brigate in più. Io posso assicurare che avranno le truppe necessarie, chiedendo alla NATO di mandarne di più e impegnando le nostre truppe quando saranno disponibili. Ma prima ancora, abbiamo bisogno di un comando unificato e di una campagna civile e militare che garantisca sicurezza alla popolazione. Una strategia efficace richiede che usiamo tutti gli strumenti del nostro potere nazionale, e che i leader civili e militari lavorino insieme, a tutti i livelli, su un piano comune. Troppo spesso questo non è successo. Nominerò un responsabile di alto livello, con sede alla Casa Bianca, che faccia rapporto direttamente al Presidente, la cui sola missione sia quella di portarci alla vittoria di questa guerra.
L'esercito afgano è già un grande successo: una forza da combattimento multietnica e testata in battaglia. Il problema è che è troppo piccolo, con circa 80.000 unità. Dobbiamo almeno raddoppiarne la portata e stabilire un fondo per il finanziamento. Abbiamo anche bisogno di impegno diplomatico. Invierò uno speciale ambasciatore con il compito di dirimere le controversie tra l'Afghanistan e i suoi vicini.
Una speciale attenzione andrà al Pakistan, che oggi è un santuario per i terroristi. Dobbiamo aiutare le tribù di confine che vogliono combattere i terroristi stranieri, e convincere il Pakistan che questa guerra è loro quanto nostra. Il Senatore Obama ha parlato di azioni militari unilaterali. Nel tentativo di sembrare un duro, ha reso le cose più difficili per le persone il cui supporto ci è necessario. Io non farò blande minacce. Ma quando sarò Comandante in capo, non ci sarà un posto in cui i terroristi potranno nascondersi.

Concentrarsi sul fronte centrale di Barack Obama
Quello che ci è spesso mancato è un onesto e serio dibattito sulle conseguenze strategiche di una nostra permanenza a lungo termine in Iraq.
Questa guerra ci impedisce di concentrarci sulle minacce più serie, da Al Qaeda al regime iraniano che ha armi nucleari, al diffondersi dell'ideologia estremista.
Invece di farci distrarre, io userò tutti gli strumenti del potere americano per superare queste minacce. Il mio primo ordine da Comandante in capo sarà di terminare la guerra in Iraq e concentrarci sull'Afghanistan. Voglio essere chiaro- il mio piano non è di abbandonare l'Iraq. E' nostro interesse strategico mantenere una forza residuale per dare la caccia ad Al Qaeda, istruire le truppe irachene e proteggere gli interessi americani. Ma dobbiamo riconoscere che l'Iraq non è il nostro fronte centrale e non lo è mai stato. Il fronte centrale sono l'Afghanistan e il Pakistan. E' inaccettabile che quasi sette anni dopo l'11 settembre i responsabili di quegli attacchi siano liberi. Se dovesse avvenire un altro attacco sul nostro territorio, arriverà probabilmente dagli stessi territori in cui è stato programmato quello del 2001. Ancora oggi, le nostre truppe in Iraq sono cinque volte più che in Afghanistan.
Mesi fa il Senatore McCain ha detto "I problemi in Afghanistan non dipendono dal nostro impegno in Iraq". Non potrei essere più in disaccordo.
Manderò almeno due brigate da combattimento in più in Afghanistan e cercherò un maggiore impegno da parte della NATO. Istruiremo le forze di sicurezza locali e supporteremo le istituzioni. Una volta per tutte distruggeremo Al Qaeda e i Talebani. La soluzione non è solo militare, è politica ed economica. Per questo aumenterò gli aiuti civili per finanziare progetti locali, come lo sviluppo di lavori alternativi per i coltivatori di papaveri. E chiederemo maggiore impegno al governo afgano per la lotta alla corruzione al suo interno.
Infine abbiamo bisogno di una alleanza tra Afghanistan, Pakistan e NATO per controllare le frontiere e catturare i terroristi. Dobbiamo spingere il Pakistan a dare battaglia ai terroristi nel loro territorio, o agiremo per conto nostro.
Gli americani meritano un Presidente che capisca quali sono le reali minacce, e meritano una strategia per vincere. Non possiamo permetterci altri quattro anni di priorità sbagliate.

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