venerdì 18 gennaio 2008

Verso il voto: il caucus in Nevada



Sabato 19 le primarie fanno tappa in Nevada, e i seggi per i caucus saranno aperti anche nei casinò di Las Vegas, almeno per i Democratici. Un giudice federale ha infatti rigettato il ricorso di alcune rappresentanze sindacali (vicine alla Clinton) che protestavano per il vantaggio che questa scelta avrebbe portato ai votanti che lavorano in alberghi e casinò (e appartenenti a sindacati vicini a Obama) nei confronti di tutti gli altri votanti che lavorano in altri posti il sabato sera.

Il Nevada ha una superficie di 286.585 kmq (il settimo stato più grande degli Usa), e una popolazione di 2.334.771 abitanti.
Per entrambi i partiti la forma di voto è quella del caucus chiuso, per i Democratici ci sono in ballo 33 delegati, mentre per i Repubblicani sono 34 i delegati che verranno poi ufficialmente nominati nella convention statale del 26 aprile e che andranno alla convention nazionale per la scelta del candidato.

Per quanto riguarda i Democratici, la sfida è di nuovo tra Obama e la Clinton, con quest'ultima favorita, nono solo per il rinnovato slancio della sua campagna negli ultimi giorni, ma anche per il vasto consenso raccolto tra la popolazione di origine ispanica, che rappresenta una fetta considerevole dell'elettorato.
I sondaggi pre-elettorali di dicembre davano la Clinton al 34% e Obama al 26%, ma molte cose sono cambiate da allora, e proprio questa settimana in più grande sindacato dello stato ha ufficialmente appoggiato la campagna di quest'ultimo, alterando quindi il precedente equilibrio. Terzo incomodo è come sempre Edwards, che spera in un risultato importante grazie all'appoggio degli indipendenti, che possono registrarsi nel momento stesso del voto pur non facendo parte del partito.
Proprio Edwards in settimana ha attaccato Obama riguardo una sua frase su Reagan (Obama aveva paragonato la voglia di cambiamento degli eelttori democratici a quella che portò i repubblicani ad eleggere Reagan), ricordando i danni portati agli Usa da quella elezione, ma in molti hanno sottolineato che l'affermazione di Edwards è stata fuori luogo, visto che Obama non ha parlato dell'azione politica dell'ex presidente, ma solo dei sentimenti che favorirono la sua elezione.

Tra i Repubblicani, si segnala la decisione di Mitt Romney, che proprio oggi ha lasciato il South Carolia per spostarsi proprio in Nevada, dove condurrà le ultime ore di campagna elettorale. L'ex governatore del Massachusetts ha quindi definitivamente rinunciato all'idea del colpaccio nello stato del sud per concentrarsi dove ha maggiore possibilità di vincere.
I sondaggi pre-elettorali di un mesa fa davano favorito Rudy Giuliani con il 25%, seguito a poca distanza da Romney. Proprio l'impegno elettorale di quest'ultimo, maggiore rispetto ai rivali, potrebbe risultare decisivo. Anche Ron Paul ha fatto campagna in Nevada, e spera in un buon piazzamento, visto anche il gran numero di indecisi (il 14%). avranno poco peso gli indipendenti, visto che per votare nel caucus repubblicano occorre iscriversi almeno 30 giorni prima.

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